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Le prime “pista di pattinaggio” furono ovviamente le superfici ghiacciate dei laghi e dei fiumi delle regioni del nord, e la sua pratica nacque essenzialmente come attività popolare, inizialmente come efficace mezzo di trasporto sul ghiaccio ma ben presto, e già diversi secoli fa, come passatempo e divertimento. Proprio in questa forma si diffuse rapidamente in diversi paesi.

La culla del pattinaggio è la Svezia: furono infatti i Vichingi all’incirca mille e duecento anni fa ad utilizzare per primi rudimentali “lame” applicate sotto le scarpe e fatte di osso di bue o di renna.

Dai paesi scandinavi, quella pratica sbarcò anche nell’Europa Centrale passando soprattutto dall’Olanda che ne fece un vero e proprio sport nazionale.

Nel XVII secolo, fu il principe James, figlio del re inglese Carlo I che era in esilio proprio nei Paesi Bassi in seguito alla “caduta” del Padre, ad appassionarsi al pattinaggio e, quando suo fratello Carlo II riuscì a restaurare la monarchia rientrando in patria, importò i pattini anche nel Regno Unito. E da lì, ovviamente, in tutto il mondo, compresi la Russia, il Giappone, la Cina e la Corea.

Con l’avvento della modernità, quello che era un passatempo fra i più diffusi, divenne a tutti gli effetti uno sport: il pattinaggio come oggi lo conosciamo si trasforma così in uno degli eventi più spettacolari del programma olimpico invernale, fin dalla prima edizione “bianca” della più importante ed affascinante manifestazione sportiva del mondo.

Sport affascinante da vedere, ma a volte pericoloso da praticare: meglio scendere in pista con Multisport!